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Quanto portiamo avanti un ruolo che non è il nostro?

L’organizzazione sociale e familiare, ma soprattutto quella culturale stabiliscono dei ruoli definiti all’interno dei rapporti interpersonali, sia pubblici che privati.
 
E così ci ritroviamo ad identificarci in un certo tipo di personalità a seconda del ruolo che riceviamo. Figlia, moglie, marito, avvocato, medico, amica. Ma anche ruoli caratteriali, definizioni di personalità. La persona permalosa, seduttiva, depressa, oppure bella e sensuale, truffatrice o falsa, la femminista e il “macho”, e così via..
Quello che è difficile è quindi la relazione autentica e spontanea, una relazione in cui ci si senta liberi di essere, senza paura del giudizio o di non rispondere alle aspettative di qualcuno.
Rispetto al passato questi ruoli hanno perso il loro potere perché sempre più persone si chiedono
Una nuova consapevolezza si è fatta spazio negli ultimi decenni, anche grazie alla filosofia indiana che suggerisce di portare lo sguardo all’interno di se stessi.
Quando dentro se stessi si sente CONFUSIONE è sempre un buon segno, in quanto comincia quel processo di disidentificazione, e quindi di liberazione, da ciò che non ci appartiene e sentiamo che ci va stretto.
Non è un passaggio semplice, bisogna saper lasciar andare tante sicurezze che avere un ruolo ci dà, lo abbiamo costruito con cura, ci siamo identificati portando al massimo della perfezione quello che la società si aspettava da noi. Quel ruolo è una certezza di identità. Lasciarlo andare apre uno spazio vuoto in cui non c’è più forma.
Tante parti di noi cominciano a fondersi e confondersi, tante emozioni lasciate scendere sul fondo di noi stessi cominciano a risalire.
Se non ci facciamo prendere dalla paura di “mollare gli ormeggi” e lasciamo che tutto questo caos lavori dentro di noi, affrontando anche l’opposizione che il sistema in cui siamo comincerà a fare, approderemo ad una nuova forma, che sarà il frutto di una
SCELTA LIBERA, che emergerà da un profondo ascolto interiore, da un’operazione di discernimento e selezione di ciò che ci appartiene davvero della nostra vita, e di ciò che in qualche modo abbiamo lasciato che trovasse spazio dentro di noi passivamente.
Questo movimento di liberazione dalla nostre catene potrebbe portarci a una svolta importante nella nostra vita. A cambiare lavoro, a cambiare città, o anche a cambiare partner, a separarci, a perdere amicizie.
Non è semplice, e spesso è molto, molto doloroso.
Ma quando si è nella gioia di essere se stessi quello che trasmettiamo intorno a noi è uno stato di armonia e benessere, che incoraggia anche gli altri a seguire la stessa strada.  Chi sceglie la libertà di essere autentici viene preso ad esempio, aiuta anche tanti altri a liberarsi.
E spesso le persone importanti della nostra vita, ci amano ancora di più

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